Dicembre 2017

EDITORIALE
IL TEMPO DELLA COMUNICAZIONE È TEMPO DI CURA

Il titolo III art.20 e l’art.33 tit.IV del codice deontologico ricordano che il medico deve contribuire a realizzare una relazione dialogica che persegua un’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia , sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su una informazione comprensibile e completa.Una conferma dei canoni epistemologici stessi della medicina generale viene in questi giorni dalla entrata in vigore della legge 22-12-2017 n. 219,più nota come legge sul fine vita.All‘articolo 8 viene espressamente definito che il tempo della comunicazione è tempo di cura. La figura del medico di famiglia è riconosciuta fondamentale per: la relazione di fiducia e di cura; la centralità del paziente e non della malattia; la personalizzazione delle cure attraverso l’ascolto e il dialogo; l’empowerment del paziente con la pianificazione condivisa dei processi assistenziali

 

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Aprile 2017

Accogliamo in questo numero per la prima volta un contributo che ha come firma lo pseudonimo San Sebastiano. L’ iconografia su questo martire è sconfinata (da Caravaggio a Cima da Conegliano) e se qui lo troviamo raffigurato dal Mantegna infisso da una miriadi di frecce in nostro riferimento vuole andare invece alla leggenda che lo fece sopravvivere a tanta tortura continuando la sua opera di apostolato. Forse è quello a cui voleva accennare il medico di famiglia-autore che tratta un argomento spinoso come la responsabilità medico legale di un professionista cui sta cambiando velocemente lo status giuridico. Il richiamo è rivolto da una parte ai medici affinché si assicurino da pericoli molto reali di denunce di pazienti e dall’altra affinché si apra un dibattito sulla evoluzione di convenzioni e rapporti con il SSN alla luce della recente giurisprudenza.

 

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