Archivio mensile:marzo 1999

Marzo 1999

Il Budget in Medicina Generale

L’introduzione di meccanismi di budget nell’ambito della medicina generale risale a quanto disposto dal decreto legislativo 502/92, che ha istituito per la prima volta un sistema di razionalizzazione della spesa basato sul “rispetto di tetti di spesa programmati”. Tali disposizioni sono state recepite dall’ Accordo Collettivo Nazionale (DPR 484/96) in cui è stato introdotto un sistema incentivante caratterizzato dalla corresponsione ai medici di una quota variabile di stipendio rapportata “a scaglioni di avvicinamento ai tetti di spesa programmati” e in cui si fa anche un esplicito riferimento all’ introduzione di meccanismi di budget “reale” o virtuale”. Anche la legge finanziaria del 1997 ha richiamato le Regioni e le Aziende Sanitarie territoriali a stabilire meccanismi di budget per i medici. Infine gli Accordi regionali veneti, analogamente a quelli stipulati in altre sedi, hanno portato alla definizione di un “fondo di distretto” derivato dai risparmi prodotti dal rispetto dei tetti di spesa programmati. Il 35% di questo fondo dovrebbe essere ripartito tra i medici pro- duttori di risparmio: metà in parti uguali e metà in parti proporzionali all’entità del risparmio prodotto; la somma rimanente dovrebbe essere distribuita al Distretto per potenziarne i fattori produttivi(35%) e il rimanente 30% all’ ULSS.

Dott. Alessandro Battaggia (MMG Verona)

 

Marzo 1999

Anno IV n. 1

 

Il budget in medicina generale

L’introduzione di meccanismi di budget nell’ ambito della medicina generale ri- sale a quanto disposto dal decreto legislativo 502/92, che ha istituito per la prima volta un sistema di razionalizzazione della spesa basato sul “rispetto di tetti di spesa programmati”. Tali disposizioni sono state recepite dall’ Accordo Collettivo Nazionale (DPR 484/96) in cui è sta- to introdotto un sistema incentivante caratterizzato dalla corresponsione ai medici di una quota variabile di stipendio rapportata “a scaglioni di avvicina- mento ai tetti di spesa programmati” e in cui si fa anche un esplicito riferimento all’ introduzione di meccanismi di budget “reale” o virtuale”. Anche la legge finanziaria del 1997 ha richiamato le Regioni e le Aziende Sanitarie territoriali a stabilire meccanismi di budget per i me- dici . Infine gli Accordi regionali veneti, analogamente a quelli stipulati in altre sedi, hanno portato alla definizione di un “fondo di distretto” derivato dai risparmi prodotti dal rispetto dei tetti di spesa programmati. Il 35% di questo fondo dovrebbe essere ripartito tra i medici pro- duttori di risparmio: metà in parti uguali e metà in parti proporzionali all’ entità del risparmio prodotto; la somma rimanente dovrebbe essere distribuita al Di- stretto per potenziarne i fattori produttivi(35%) e il rimanente 30% all’ ULSS.

Dott. Alessandro Battaggia (MMG Verona)