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Settembre 1996

Family Practice Club

Stiamo assitendo in questi ultimi tempi ad un nuovo fenomeno culturale che in- veste la medicina generale. Il desiderio di confrontare le proprie esperienze e di verificare la corrispondenza delle proprie scelte professionali con l’evidenza scien- tifica ha cominciato ad unire gruppi di medici. Ma non solo. Il MMG comincia ad alzare la testa dalla propria scrivania, a trovarsi con gli altri colleghi, a produrre dati, analisi, indirizzi diagnostico-tera- peutici, in un confronto aperto, di pari di- gnità, con tutte le realtà della medicina, senza esclusioni. I Family Practice Club nascono a Verona tra la fine del 1995 e l’inizio del 1996 con lo scopo di riunire tutti i colleghi che si rendono conto che la cultura non è più demandabile ad altre “agenzie”. Nascono attorno ai Distretti con chiara collocazione locale, ma in collegamento reciproco, in modocheidatidiunmedicoodiun gruppo di medici vengano uniti per for- mare una valanga di dati, che confrontati e discussi possano finalmente costituire quella base epidemiologica da cui omai nessuno, in medicina pratica o nelle pub- bliche amministrazioni, potrà prescindere. I Family Practice Club, che hanno obbiet- tivi e metodi ben precisi, applicabili in qualsiasi situazione o realtà anche preesi- stenti, non sono legati a nessun sindacato e si propongono di diventare la sede cul- turale di tutta la Regione. Unici collega- menti sono quelli con società e gruppi culturali della realtà medica nazionale ed internazionale e con le Istituzioni; sono comunque suscettibili ad essere estesi e modificati in base alle esigenze dei pro- grammi che saranno decisi insieme.

Girotto S., Battaggia A. (MMG Verona)

 

Aprile 1996

Chi siamo?


Da alcuni anni un gruppo di medici di medicina generale ha tessuto un dialogo intenso sul tema della qualità della propria professione attraverso convegni di società scientifiche, riviste di categoria e numerose iniziative formative della propria area geografica nel nord – est della penisola. Dalla osservazione che innumerevoli sono le esperienze comuni ai medici di medicina generale anche quando essi operano in condizioni assai diverse e lavorano da soli e isolati fisicamente, siamo passati all’idea di costruire un progetto editoriale.

Cosa cerchiamo assieme? 

Siamo convinti che il medico di famiglia difficilmente possa condurre, da unico protagonista, vaste e rigorose ricerche epidemiologiche, così lontane dal lavoro quotidiano di singoli o piccoli gruppi di medici. Egli invece attraverso le proprie testimonianze e la pubblicazione di mini ricerche, semplici casistiche, brevi esperienze di audit o racconti di singoli casi emblematici può superare il rischio della anedottica. Ognuno contribuirà così alla circo- lazione tra colleghi di originali spunti di riflessione professionale e nello stesso tempo consegnerà alla comunità scientifica materiale ed ipotesi di lavo- ro utili per ulteriori approfondimenti. In sostanza, il Medico di Medicina Generale (MMG) ha spesso a che fare con variabili difficilmente quantificabili. Ma non sempre ciò che è misurabile e ciò che è importante sono direttamente correlabili Lo psicologo Donald Norman ha studiato per anni il modo in cui si prendono decisioni nelle aziende.