Agosto 2015

PICCOLO NON E’ PIU BELLO?  IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE:                                           DAVIDE DI FRONTE ALL’ EMERGENTE GOLIA “BIG DATA” DELLA SANITÀ

A Verona il 26 Settembre un appuntamento a cui siete tutti invitati

Per ulteriori informazioni rivolgersi a rosanna@omceovr.it, verona@fimmg.org

Lo slogan “piccolo e’ bello” diventò famoso dopo la pubblicazione con questo titolo del libro del filosofo ed economista Shumacher, nel 1973. Egli sosteneva tecnologie a misura d’uomo, decentralizzate e rispettose del capitale non finanziario (quello naturale, innanzitutto).Il pensiero di Shumacher ha avuto successo per decenni; il suo slogan era un pietra miliare con cui anche grandi entità ed aziende non potevano non confrontarsi.Oggi, invece, si sta imponendo l’idea che solo attraverso “Big Data” la società potrà cambiare.La corsa e’ verso l’Eldorado dell’universo iper-connesso, ove dovranno confluire, e diluirsi, piccoli gruppi, professionisti della scala minore (come i Medici di medicina generale) , esperienze telematiche su scala ristretta (come il Nostro Netaudit, www.netaudit.org).

Franco Del Zotti (MMG Verona)

 

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Dicembre 2014

EDITORIALE: APPROPRIATEZZA E QUALITÀ IN MEDICINA

Nella primavera di quest’anno anche nel Nord/Est si impartivano disposizioni alle aziende sanitarie in merito alla appropriatezza prescrittiva. Ancora una volta in un mondo complesso, come quello che ogni giorno vediamo nei nostri malati fragili, problematici e multifattoriali, stupiva la ossessiva presenza di percentuali da raggiungere in termini numerici assoluti.

Ecco che l’uso di sartani negli ipertesi non deve superare una fissa percentuale e altresì le statine a brevetto scaduto dovrebbero invece svettare ad altissime percentuali di utilizzo. Secondo i decisori del Nord-Est “gli attuali modelli di flussi dei dati dovrebbero garantire che i dati amministrativi integrati con dati clinici, con un approccio paziente-centrico, rappresentino un modello di Real World Data e un efficace strumento per misurare l’Health Performance nella reale pratica clinica. Data Base comuni, con dati standardizzati, aggiornati periodicamente, dovrebbero rappresentare un valido strumento di pianificazione sanitaria con possibilità di misurare e monitorare i risultati nel tempo Ma di tutte queste belle parole e di tante altre che infarciscono la documentaristica pubblica come Audit, Clinical Governante e Reti Integrate di cura cosa resta in realtà nella nostra pratica corrente? Riescono gli strumenti concreti, le cartelle in primis, a realizzare questi belli intenti? Usando i nostri programmi gestionali abbiamo la pretesa di applicare sistemi esperti in alcuni piccoli capitoli della patologia (vedi dolore lombare) ma poi ci si accorge che manca la possibilità di registrare routinariamente in una nota cartella anche la semplice temperatura corporea.

Mario Baruchello (MMG)

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Agosto 2014

 

EDITORIALE
: RICERCARE…IN TEMPO DI CRISI

Un vento gelido di disimpegno, delusione, stanchezza, burn out si aggira negli studi dei medici di famiglia. Dibattiti in rete fanno affiorare in una platea ampliamente over 50 anni i danni a una medicina generale che arriva alle aggregazioni di gruppo solo sulla spinta di modifiche organizzative volute da una burocrazia sanitaria e da una politica i cui obiettivi sono sconosciuti ai più. Ci stiamo dimenticando che la scelta di praticare la medicina da solo o in team dipende spesso da circostanze temporali e dalla geografia, in quanto non abbiamo un background formativo comune e non abbiamo di fatto in gran parte della nazione investimenti in strutture pubbliche.

Le case della salute emiliane e toscane rappresentano infatti altro per la loro esperienza decennale ma al di la dei bilanci ufficiali (http://www.saluter.it/), voci autorevoli segnalano dall’interno criticità di non poco conto.

Non è facile quindi – nel sistema che ci stringe a tenaglia fra rigidità del SSN e vincoli contrattuali sindacali – fare ad esempio di una AFT il nucleo di un progetto professionale/assistenziale/culturale proiettato nel futuro. E comunque saremmo ancora ben lontani da quanto auspica Beppe Belleri su MIR che sogna la creazione di Comunità di Pratica (ne scrisse su QQ Sandro Girotto a proposito di formazione molti anni fa) quando si partisse da esperienze positive che anche in Lombardia si sono realizzate (http://osservatorioprescrizioni.wordpress.com).

Mario Baruchello (MMG)

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