Archivio tag: Clinical Audit

Dicembre 2017

EDITORIALE
IL TEMPO DELLA COMUNICAZIONE È TEMPO DI CURA

Il titolo III art.20 e l’art.33 tit.IV del codice deontologico ricordano che il medico deve contribuire a realizzare una relazione dialogica che persegua un’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia , sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su una informazione comprensibile e completa.Una conferma dei canoni epistemologici stessi della medicina generale viene in questi giorni dalla entrata in vigore della legge 22-12-2017 n. 219,più nota come legge sul fine vita.All‘articolo 8 viene espressamente definito che il tempo della comunicazione è tempo di cura. La figura del medico di famiglia è riconosciuta fondamentale per: la relazione di fiducia e di cura; la centralità del paziente e non della malattia; la personalizzazione delle cure attraverso l’ascolto e il dialogo; l’empowerment del paziente con la pianificazione condivisa dei processi assistenziali

 

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Dicembre 2011

Il Rating… Dei Medici di Famiglia: Come Stiamo con l’Accreditamento ed il Clinical Audit?

Mentre declassano i nostri titoli di stato, quale è il rating dell’accreditamento dei MMG italiani? Non è possibile declassare i medici di medicina generale italiani perché per essi non si è mai aperta la benché minima prospettiva di accreditamento alla eccellenza, volontario né tanto meno istituzionale . Mentre già negli anni 90 in UK e AU si aprivano opportunità di crescita professionale e economica con programmi nazionali ad hoc (es. NCAPOP – PCRTA: Primary Care Research Team Assessment ­‐ KFOA: King Fund Oranization Audit -­‐ RAGP Standards), i decantati proclami sulla Clinical Governance in Italia hanno portato i medici a firmare progettini che di collaborativo non hanno mai avuto granché e sono stati spesso partoriti all’insegna del razionamento unilaterale delle risorse; solo in qualche caso hanno lavorato su dati di processo senza preoccuparsi di cercare esiti reali in termini di salute della popolazione assistita.

Mario Baruchello (MMG Vicenza)

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Novembre 1999

Dal Self Audit ai Trial

Atti del Seminario Internazionale, Verona 1999

Dove è la sapienza che abbiamo smarrita nella conoscenza? Dove è la conoscenza che abbiamo smarrita nella informazione? Dove è la informazione che abbiamo smarrita nei dati? Questa frase di Mark Porrat che abbiamo letto nell’entrata del Scientific Child Museum a Washington ben rappresenta la metafora della civiltà occidentale ma anche le difficoltà operative e epistemologi- che in cui si dibatte quotidianamente il medico di famiglia .
Leggendola dall’alto verso il basso non possiamo che pensare a come i ritmi di vita sempre più serra- ti hanno rotto quell’armonico senso di unità tra corpo, spirito e natura che gli antichi definivano sapienza. Quindi hanno imposto la necessità di suddividere l’enorme quantità di conoscenza in sottoinsiemi (nasce la figura dello specialista) di dimensioni compatibili con la limitatezza del nostro pur formidabile cervello.
Infine l’aumento di efficienza dei processi di comunicazione (la “civiltà dell’imaging“) comporta pero la perdita dei dettagli (pensiamo alla frammentazione delle immagini sul video del computer, se le ingrandiamo) . Così la conoscenza si scompone in flussi informativi talmente imponenti rispetto al tempo dedicato/dedicabile alla riflessione critica su di esso da parte del singolo individuo, da rischiare di diventare semplicemente un flusso di dati. Quando demmo vita nel 1996 al primo numero della Newletter di Ricerca quali-quantitativa in MG “QQ“– http://www2.netbusiness.it/job/simg/qqhtml all’interno di reti amicali di iscritti alla SIMG di Verona e Vicenza e dirigenti nazionali della Società Italiana di VRQ avevamo precisa appunto alla v lontà di valorizzare la “Evidence based medicine“ Disease centered fondendola con la medicina Person centered olistica ed empatica, così come siamo certi venga pratica da una elevata percentuale di medici di medicina generale. Il nome della rivista e del gruppo indica e ammicca a “la Qualità e le Qualità“ in Medicina Generale, a testimoniare l’irrinunciabile dimensione caleidoscopica della MG, tra ricerca e valutazione rigorosa e quantitativa della Qualità (VRQ) e la testimonianza puntuale di molte Verità non facilmente misurabili (le diverse variabili qualitative del nostro lavoro!).

Nel panorama editoriale di settore ci siamo guadagnati un significativo indice di citazione e così si spiega perché molti amici abbiano scelto Verona per il secondo anno confluendo da tutta Italia per anticipare i risultati di studi epidemiologici vasti e rigorosi ma anche piccole ricerche osservazionali, casistiche personali significative e raccolte di casi talmente emblematici da superare il rischio di es- sere anedottici. In un clima di elevata levatura scientifica lo sforzo di ognuno è stato sottoposto alla supervisione critica di due prestigiosi colleghi il Prof. Paul Wallace della Royal Fre and University College Medical School di Londra e il Prof. Cris Van Weel di Amsterdam . Uno spazio significativo è stato riservato ad un dibattito a più voci sulla opportunità di un superamento della normativa che impedisce al medico di medicina generale in Italia di fare ricerca clinica applicata, ad es. la ricerca di fase terza confirmatoria sui nuovi farmaci che l’amicizia con il dott. Recchia ha reso possibile. Questa iniziativa ha dato il via ad un significativo dibattito in campo nazionale che forse produrrà risultati a breve di apertura inaspettata. Siamo convinti che la promozione continua della Qualità è oggi per il medico di famiglia nel territorio e per il medico di comunità una esigenza inderogabile.
La ricerca, unita alla formazione, deve costruire una professionalità nuova che accanto ad abilità tecnico-scientifiche contemperi le esigenze di migliorare l’efficacia delle cure salvaguardando gli aspetti umani del rapporto con il paziente . Il personale della Sanità non può più lavorare in modo isolato e senza progettualità, che va continua- mente verificata nella sua coerenza con il modello organizzativo generale.
Il cittadino potrà così essere certo di trovare in ogni ambulatorio o struttura sanitaria pubblica uno standard di qualità garantito e domani certificato, nel rispetto di una equità che è un diritto fondamentale e irrinunciabile di un Paese civile.

Dott. Mario Baruchello (MMG Vicenza)