Archivio tag: EBM

Aprile 2017

Accogliamo in questo numero per la prima volta un contributo che ha come firma lo pseudonimo San Sebastiano. L’ iconografia su questo martire è sconfinata (da Caravaggio a Cima da Conegliano) e se qui lo troviamo raffigurato dal Mantegna infisso da una miriadi di frecce in nostro riferimento vuole andare invece alla leggenda che lo fece sopravvivere a tanta tortura continuando la sua opera di apostolato. Forse è quello a cui voleva accennare il medico di famiglia-autore che tratta un argomento spinoso come la responsabilità medico legale di un professionista cui sta cambiando velocemente lo status giuridico. Il richiamo è rivolto da una parte ai medici affinché si assicurino da pericoli molto reali di denunce di pazienti e dall’altra affinché si apra un dibattito sulla evoluzione di convenzioni e rapporti con il SSN alla luce della recente giurisprudenza.

 

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Dicembre 2013

IL CODICE DEONTOLOGICO E’ UN PATRIMONIO DI TUTTI I MEDICI ITALIANI

L’estate 2013 ha visto arrivare sui media la bozza del nuovo Codice Deontologico dei medici. I consigli degli Ordini dei medici erano stati coinvolti in modo marginale  e non avevano poi allargato il dibattito alla nutrita platea dei 350.000 iscritti. Il Presidente Fnomceo Sen. PD Amedeo Bianco da solo reggeva il confronto, reclamato sul web attraverso la rete MIR  da una piccola frangia di colleghi curiosi e attenti al proprio destino professionale, in particolare da Stefano Alice e Luca Puccetti. Il diritto a interloquire in modo costruttivo su un documento per alcuni aspetti rivoluzionario è stato così ripreso da autorevoli sanitari, da società scientifiche ma anche dai cittadini. In primis ha stupito la sostituzione, pensiamo unica al mondo, del termine malato/ paziente con persona assistita.

Noi medici di famiglia che più di tanti altri abbiamo il paziente – che ci ha scelto in un libero rapporto di fiducia- al centro di ogni relazione di cura, possiamo testimoniare quanto sia inopportuna quella che sembra  essere  solo una questione terminologica. Sui giornali a larga tiratura abbiamo dovuto subire il sarcasmo e l’irrisione di tutta una categoria, come avessimo già abdicato a principi ritenuti universali e condivisi per la medicina in tutto il mondo.

Mario Baruchello (MMG)

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Dicembre 2012

QUALITÀ E RISCHIO CLINICO: A PROPOSITO DI CHIRURGIA MINORE DELLO STUDIO DI MEDICINA GENERALE IN ITALIA

Queste note nascono da uno dei tanti spunti di discussione con i colleghi di Netaudit che si chiedevano quale fosse la pratica di piccoli atti di chirurgia minore nella pratica quotidiana e se vi fosse un accordo su una minimum equipment list. Un rapido esame della letteratura italiana e anglosassone ha evidenziato come spesso gli atti che in Italia il singolo medico di famiglia svolge siano delegati all’estero al nursing che affianca i general practitioners, nelle group practice tanto che vi sono descrizioni dettagliate di procedure nei manuali per la qualità e la sicurezza per il personale ausiliario di UK, AU, NZ ,ma non specifiche per i medici. E bensì vero che esiste una amplia variabilità delle prestazioni chirurgiche erogate nelle cure primarie sia in Italia che in altri paesi. Ciò che si sottolinea è comunque una grande attenzione alla sicurezza soprattutto in merito alla diffusione di infezioni crociate.
Nel 1996 il NHS inglese autorizzava alcune pratiche chirurgiche nelle cure primarie e i documenti di consenso prevedevano anche la formazione attenta degli operatori al fini di ottenere una certificazione formale.

Mario Baruchello (MMG)

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