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Febbraio 2019

I NODI IRRISOLTI DELLA MEDICINA GENERALE DOPO 40 ANNI DI SSN

Nei mesi scorsi è stato celebrato in pompa magna il 40° compleanno del nostro servizio sanitario nazionale, un modello di Sanità pubblica che tutto il mondo continua a invidiarci. Esso, infatti, ha contribuito a conseguire importanti risultati in termini di salute, garantendo adeguati livelli d’assistenza relativamente omogenei nel territorio nazionale. 

In realtà, specificatamente nel campo di riferimento dell’Assistenza Primaria, il modello organizzativo è fortemente in crisi. Vige l’idea diffusa che sia difficile la sua sostenibilità, particolarmente quella finanziaria, mentre non è stato possibile più nascondere il dato macroscopico del fabbisogno di aggiustamento dell’organico medico. Nei prossimi dieci anni 33 mila medici di famiglia andranno in pensione, e solo 11 mila nuovi professionisti arriveranno a sostituirli, ci saranno quindi 22 mila medici di famiglia in meno. 

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Dicembre 2017

EDITORIALE
IL TEMPO DELLA COMUNICAZIONE È TEMPO DI CURA

Il titolo III art.20 e l’art.33 tit.IV del codice deontologico ricordano che il medico deve contribuire a realizzare una relazione dialogica che persegua un’alleanza di cura fondata sulla reciproca fiducia , sul mutuo rispetto dei valori e dei diritti e su una informazione comprensibile e completa.Una conferma dei canoni epistemologici stessi della medicina generale viene in questi giorni dalla entrata in vigore della legge 22-12-2017 n. 219,più nota come legge sul fine vita.All‘articolo 8 viene espressamente definito che il tempo della comunicazione è tempo di cura. La figura del medico di famiglia è riconosciuta fondamentale per: la relazione di fiducia e di cura; la centralità del paziente e non della malattia; la personalizzazione delle cure attraverso l’ascolto e il dialogo; l’empowerment del paziente con la pianificazione condivisa dei processi assistenziali

 

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Dicembre 2011

Il Rating… Dei Medici di Famiglia: Come Stiamo con l’Accreditamento ed il Clinical Audit?

Mentre declassano i nostri titoli di stato, quale è il rating dell’accreditamento dei MMG italiani? Non è possibile declassare i medici di medicina generale italiani perché per essi non si è mai aperta la benché minima prospettiva di accreditamento alla eccellenza, volontario né tanto meno istituzionale . Mentre già negli anni 90 in UK e AU si aprivano opportunità di crescita professionale e economica con programmi nazionali ad hoc (es. NCAPOP – PCRTA: Primary Care Research Team Assessment ­‐ KFOA: King Fund Oranization Audit -­‐ RAGP Standards), i decantati proclami sulla Clinical Governance in Italia hanno portato i medici a firmare progettini che di collaborativo non hanno mai avuto granché e sono stati spesso partoriti all’insegna del razionamento unilaterale delle risorse; solo in qualche caso hanno lavorato su dati di processo senza preoccuparsi di cercare esiti reali in termini di salute della popolazione assistita.

Mario Baruchello (MMG Vicenza)

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